venerdì 12 giugno 2015

Visita all'Abisso delle Vergini.

Sono le 05:45 del mattino quando Marcello, Massimiliano e Giovanni si incontrano al porto di Alghero. Non sono orari per parlare. Alle 06:00 sono ad Olmedo dove li aspetta scalpitante Fabio. Si parte: destinazione Ispinigoli/San Giovanni Su Anzu a Monte S'Ospile-Dorgali dove si incontreranno con Luciano, Marinella e Carla del C.S.A.D. Vittorio Mazzella. Durante il viaggio si chiacchera e si parla della grotta della giornata: Ispinigoli, finalmente! Anche se alcuni di noi hanno già visitato la splendida parte turistica, famosa per la sua colonna stalagmitica di 38 metri, nessuno di noi ha invece visitato la parte speleo che ha inizio con il famoso Abisso delle Vergini, 60 metri di tenerezza per poi svilupparsi per circa 10 km. Mentre Fabio alla guida si infila gli occhiali da sole accecato dal sole mattutino, nei sedili posteriori si srotola il rilievo e si fanno mille supposizioni su quali rami andremo a vedere. Fabio è fissato con la Piovra, assolutamente bisogna andarci. Ci chiediamo se al momento troveremo molta acqua visto che la grotta è percorsa da diversi torrenti. Arrivati nei pressi di Orotelli la tappa al rifornitore è ormai un must: cornetti e cappuccini come se non ci fosse un domani. Si riparte e alle 08:15 siamo di fronte alla grotta. Iniziamo a cambiarci e poco dopo arrivano Carla, Luciano e Marinella. A quell'ora non c'è nessuno in zona e, con l'emozione sempre più crescente, saliamo le scale che ci dividono dall'ingresso. 

Entriamo dal ramo turistico, discendiamo le scale in silenzio, illuminando di tanto in tanto la grande colonna che fa da regina nella grande sala ed eccoci li, al cospetto dell'Abisso. Rapidamente Luciano e Marinella iniziano ad armare e poco dopo ci fanno cenno che possiamo iniziare la discesa. Il pozzo è stato armato con diversi frazionamenti in quanto, nel suo sviluppo, cambia direzione più di una volta. Tra un "libera" e un "tutto bene??" siamo giù. Iniziamo la nostra esplorazione e subito ci accorgiamo che è una grotta che ci regalerà delle belle sorprese. Vi è una discreta presenza di acqua e un'alta percentuale di concrezioni, ma anche una dose massiccia di fango. Camminiamo e camminiamo, ci fermiamo solo per una breve pausa pranzo. Ed ecco finalmente La Piovra, per la gioia di Fabio. Scendiamo e saliamo, i dorgalesi, padroni di casa, ci fanno vedere delle parti poco esplorate e ricche di concrezioni che ci fanno innamorare definitivamente di questa grotta. Inizia ad essere tardi e decidiamo di intraprendere la strada del rientro. Arrivati alla base del pozzo iniziamo la risalita, non mancheranno recite della bibbia e del corano. Sfiancati finalmente raggiungiamo la sala turistica, al buio e priva di gente in quanto le visite per la giornata sono già terminate. Raccogliamo tutto e saliamo le scale che ci conducono all'esterno.

Siamo esausti, ci cambiamo e ci regaliamo una bella birra con vista sul mare al tramonto nell'hotel di fronte alla grotta e discutiamo sulla prossima visita alla grotta in quanto ci rimangono ancora molte parti da esplorare. Ma per quanto bere una birra fresca con vista mare non ha prezzo, per tutto il resto ci sono 200 km che ci attendono, mannaggia! 

Grazie dorgalesi! Alla prossima esplorazione! 

Foto di Giovanni Paddeu e Fabio Piccioni